Negli articoli precedenti, abbiamo parlato di materiali un po’ fuori dal comune, dalla lavorazione piuttosto difficile. Ma che dire invece dei tessuti solitamente impiegati nel campo dell’abbigliamento? Anch’essi possono avere delle caratteristiche che rendono ostico il taglio. Stavolta vorremmo concentrarci in particolare sugli abiti da donna e su alcune delle stoffe più utilizzate per realizzarli.

La calura estiva di questi giorni ci fa pensare immediatamente a tessuti leggeri come nuvole, ad esempio lo chiffon, l’organza e il raso. La caratteristica che accomuna tutti questi tessuti e che rende abbastanza complicata la fase del taglio è la scivolosità. Lo chiffon è una stoffa pregiata, delicata ed elegante, principalmente utilizzata per confezionare abiti da sposa o abiti da sera, modelli ricercati e vaporosi. Essendo estremamente leggero, può rivelarsi un po’ complicato da tagliare, perché, oltre ad essere scivoloso, si sfilaccia facilmente. Per questo, si consiglia di sorfilarlo appena dopo il taglio e di eseguire cuciture a margini nascosti. L’organza, ad armatura in seta o fibre sintetiche, presenta caratteristiche simili allo chiffon ed è anch’essa utilizzata per confezionare capi eleganti. Anche questo tessuto è leggerissimo e sottile, ma allo stesso tempo è rigido e si schiaccia facilmente. Il taglio con lama può rivelarsi complicato, perché la stoffa è leggera e scivolosa e la lama potrebbe spostarla mentre la taglia. Che dire poi del raso, ideale per gli abiti da sera, ma anche per giacche, camicie e pantaloni eleganti? Come lo chiffon e l’organza scivola molto e inoltre si stropiccia facilmente e deve essere maneggiato con cura perché si sporca subito. I materiali che scivolano presentano il problema di muoversi durante il taglio. Per questo motivo, la forma della sagoma rischia di modificarsi perché, mentre vengono percorsi i contorni da tagliare, la sagoma si muove e quello che ne risulta è una pezza differente da quella inizialmente prevista. Bisogna perciò trovare il modo di far star ferma la pezza. Nel momento in cui si va a tagliare più di uno strato, capita che la lama tagli bene gli strati superiori e male gli strati inferiori, per cui bisogna capire qual è il metodo migliore per impacchettare i materassi, in modo che sia il primo che l’ultimo strato abbiano la stessa resa. SEIA assiste i propri clienti in questo tipo di processi, attraverso l’invenzione di piccoli trick ad hoc in grado di ovviare a queste problematiche.

Anche tessuti meno raffinati e utilizzati più spesso nella moda di tutti i giorni o nell’abbigliamento sportivo potrebbero, per motivi diversi, essere fonte di fastidi al momento del taglio. Prendiamo ad esempio il jersey, sempre più impiegato per confezionare abiti e magliette. È molto elastico e si deforma quando viene teso. Nel caso in cui sia particolarmente elasticizzato, tende ad arrotolarsi. È bene calcolare una percentuale di ritiro dopo la stratificazione del tessuto e aumentare le misure di alcuni centimetri. La microfibra, invece, molto utilizzata per gli abiti estivi e ottenuta dalla mescolanza di fibre di cotone o seta con fibre sintetiche, si sfila facilmente, perciò anche in questo caso è consigliato sorfilarla. Lo stesso accade con la tela di cotone che, pur essendo un tessuto molto robusto, tende comunque a sfilarsi. Ancor più complicata diventa la lavorazione se la tela presenta stampe, quadri o righe. A seconda della dimensione dei quadri o delle righe e del livello qualitativo a cui si aspira varia la complessità che si raggiunge al momento del taglio. Grazie anche ai nostri software cad, siamo in grado di semplificarvi il lavoro durante processi di questo tipo: proiettare, posizionare e tagliare tessuti diventa molto più semplice.

Non abbiamo ancora parlato del confezionamento degli abiti invernali. Ci viene in mente, ad esempio, il velluto, il più caldo fra i tessuti in cotone perché procura un effetto isolante. Usato anche come elemento decorativo per tasche, colli o inserti di capi in pelle, si stropiccia facilmente, va stirato spesso, facendo attenzione a non ammaccare il pelo. È proprio il pelo direzionato l’elemento che rende complessa la lavorazione del velluto, visto che gli strati dei materassi sono piuttosto instabili e tendono a slittare seguendo la direzione del pelo, appunto. Per ovviare a questo problema e assicurare una maggiore stabilità, è opportuno creare materassi bassi ed eseguire il taglio dei tessuti con sistemi automatici in grado di aspirare preventivamente l’aria. Il servizio per noi riveste una grande importanza, per cui nel caso vi trovaste di fronte a situazioni sfidanti con questi o altri tipi di tessuto, ci premuriamo di supportarvi e siamo felici di lavorare al vostro fianco per trovare la soluzione più adeguata alle vostre esigenze.

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